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Criteri Ambientali Minimi (CAM) Edilizia: guida tecnica operativa al DM 23 giugno 2022 e aggiornamenti

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano oggi uno degli strumenti centrali nella progettazione pubblica sostenibile. Con il D.M. 23 giugno 2022 n. 256, il legislatore ha ridefinito in modo strutturale i requisiti ambientali per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori in ambito edilizio, integrandoli nel quadro del Green Public Procurement (GPP).

Per i professionisti tecnici, i CAM non sono un adempimento formale: sono un vincolo progettuale e documentale che incide su materiali, scelte costruttive, modellazione e gestione del cantiere.


1. Quadro normativo e obbligatorietà

L’obbligo di applicazione dei CAM deriva dall’art. 34 del D.Lgs. 50/2016, oggi coordinato con il D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice dei Contratti Pubblici).

I CAM devono essere integrati nei documenti di gara per:

  • servizi di progettazione
  • lavori di nuova costruzione
  • interventi di ristrutturazione
  • manutenzioni straordinarie
  • affidamenti integrati

Non si tratta di criteri premiali opzionali:
le specifiche tecniche minime sono vincolanti e la loro assenza può determinare irregolarità della procedura.


2. Struttura tecnica del CAM Edilizia 2022

Il DM 256/2022 è organizzato secondo una logica di ciclo di vita dell’opera. I criteri si articolano in:

  1. Requisiti per la progettazione
  2. Specifiche tecniche per materiali e componenti
  3. Criteri per il cantiere
  4. Clausole contrattuali
  5. Criteri premianti

L’approccio è sistemico: non si valuta solo il prodotto, ma l’intero processo edilizio.


3. CAM e progettazione: cosa cambia concretamente

3.1 Analisi del sito e consumo di suolo

Il progetto deve dimostrare:

  • minimizzazione dell’impermeabilizzazione
    gestione sostenibile delle acque meteoriche
  • mitigazione dell’isola di calore
  • adattamento climatico

Non è sufficiente una dichiarazione descrittiva: servono verifiche progettuali documentate.


3.2 Integrazione della LCA (Life Cycle Assessment)

Uno degli elementi più rilevanti è l’introduzione dell’analisi del ciclo di vita secondo:

  • UNI EN 15978
  • ISO 14040–44

La LCA consente di valutare:

  • Global Warming Potential (GWP)
    consumo di risorse
  • impatti ambientali lungo le fasi A1–A5, B, C e D

Per studi di ingegneria significa integrare strumenti di modellazione ambientale già in fase preliminare.


4. Requisiti sui materiali da costruzione

I CAM 2022 impongono percentuali minime di contenuto di materiale riciclato o recuperato, variabili per categoria:

  • calcestruzzi
  • acciai
  • isolanti
  • pavimentazioni
  • componenti in legno

Le percentuali devono essere dimostrate tramite:

  • certificazioni accreditate
  • EPD (Environmental Product Declaration)
  • dichiarazioni del produttore supportate da evidenze verificabili

Errore ricorrente: indicare materiali “con contenuto riciclato” senza documentazione conforme.


5. Emissioni indoor e qualità dell’aria

Il decreto stabilisce limiti stringenti per:

  • emissioni di VOC
  • formaldeide
  • sostanze pericolose

Questo incide su:

  • pitture
  • adesivi
  • pannelli
  • rivestimenti

La verifica deve essere basata su rapporti di prova secondo norme tecniche riconosciute.


6. Gestione ambientale del cantiere

È richiesto un Piano di Gestione Ambientale del Cantiere che includa:

  • riduzione polveri
  • contenimento rumore
  • gestione rifiuti da C&D
  • tracciabilità dei flussi
  • controllo consumi idrici ed energetici

Il piano non può essere generico: deve essere coerente con il cronoprogramma e le lavorazioni previste.


7. La Relazione CAM: documento centrale del progetto

La Relazione CAM è parte integrante della documentazione progettuale.

Deve contenere:

  • matrice di conformità criterio per criterio
  • riferimenti puntuali al DM 256/2022
  • documentazione probatoria allegata
  • schede tecniche dei materiali
  • eventuale analisi LCA
  • verifica percentuali riciclato

Una relazione descrittiva senza struttura analitica espone al rischio di esclusione in fase di verifica amministrativa.


8. Coordinamento con il nuovo Codice Appalti e DNSH

Con il D.Lgs. 36/2023 e l’evoluzione normativa europea (Regolamento UE 2020/852 – Tassonomia), i CAM si integrano con il principio DNSH (Do No Significant Harm).

Per interventi finanziati con fondi PNRR, la coerenza tra:

  • CAM
  • DNSH
  • LCA
  • requisiti energetici

diventa fondamentale e deve essere dimostrata in modo coordinato.


Conclusione

Il DM 23 giugno 2022 ha trasformato i CAM da requisito formale a strumento strutturale di progettazione sostenibile.

Per i professionisti dell’ingegneria, il valore non è solo nella conformità normativa, ma nella capacità di integrare:

  • progettazione ambientale
  • modellazione LCA
  • tracciabilità dei materiali
  • controllo documentale

L’evoluzione normativa in corso (con l’aggiornamento ai CAM 2025) rafforzerà ulteriormente l’approccio lifecycle-based e l’integrazione con la tassonomia europea.