Dal 1° gennaio 2025 il BIM (Building Information Modeling) è formalmente previsto negli appalti pubblici per i lavori di importo pari o superiore a 2 milioni di euro, secondo quanto stabilito dal correttivo al Codice dei Contratti Pubblici.
Tuttavia, è dal 2026 che l’obbligo diventa pienamente operativo e strutturale: le stazioni appaltanti dovranno aver completato il percorso di adeguamento organizzativo, tecnico e procedurale, rendendo il BIM uno standard effettivo e non più solo normativo.
L’aggiornamento è stato introdotto dal D.Lgs. 209/2024, che ha corretto il precedente cronoprogramma del DM 560/2017, inizialmente previsto con una soglia di 1 milione di euro.
Questa novità normativa comporta impatti operativi concreti per pubbliche amministrazioni, RUP, progettisti, imprese e studi tecnici.
In questa guida aggiornata vedremo cosa prevede la normativa, quali soggetti coinvolge e come adeguarsi all’obbligo BIM 2025 in modo conforme ed efficace.
Cos’è il BIM e perché è diventato obbligatorio
Il BIM (Building Information Modeling) è una metodologia digitale per la progettazione, costruzione e gestione delle opere, che consente di creare modelli informativi 3D contenenti dati strutturati utili per tutte le fasi del ciclo di vita dell’opera.
L’obiettivo della norma è digitalizzare i processi pubblici per aumentare trasparenza, efficienza e tracciabilità nelle opere pubbliche, ridurre i contenziosi e ottimizzare tempi e costi.
Obbligo BIM 2025: la normativa aggiornata
Riferimenti normativi principali
- DM 560/2017 – Cronoprogramma BIM (Decreto Baratono)
- D.Lgs. 36/2023 – Nuovo Codice dei Contratti Pubblici
- D.Lgs. 209/2024 – Correttivo che eleva la soglia da 1M€ a 2M€
Quando scatta l’obbligo BIM?
Dal 1° gennaio 2025, l’adozione del BIM è obbligatoria per:
- Appalti pubblici di lavori ≥ 2 milioni di euro
- Progettazione connessa a lavori sopra soglia
- Nuove costruzioni e interventi rilevanti su opere esistenti
Cosa è escluso?
- Manutenzioni ordinarie e straordinarie, salvo che l’opera sia già gestita in BIM
- Appalti sotto i 2 milioni di euro, salvo scelta volontaria della stazione appaltante
A chi si applica l’obbligo BIM 2025
L’obbligo BIM 2025 coinvolge in modo diretto:
Pubbliche amministrazioni (PA)
- Comuni, Province, Regioni
- Enti pubblici, Università, Aziende sanitarie
- Stazioni appaltanti e centrali di committenza
Progettisti, imprese e operatori economici
- Studi di ingegneria e architettura
- Società di progettazione integrata
- Imprese generali e consorzi di imprese
- BIM Manager, Coordinator, Specialist
Cosa devono fare le stazioni appaltanti (PA)
Per essere conformi alla norma, le PA devono:
1. Dotarsi di un CDE (Common Data Environment)
Ambiente digitale per la condivisione dei dati, conforme alla UNI 11337-5, con funzioni di:
- Archiviazione dei modelli BIM
- Tracciabilità delle modifiche
- Accesso controllato da parte dei soggetti coinvolti
2. Formare il personale (in particolare il RUP)
Il Responsabile Unico del Progetto deve possedere competenze in ambito BIM, oppure affidarsi a:
- Consulenti esterni qualificati (es. BIM Manager)
- Strutture tecniche di supporto con esperienza
3. Redigere il Capitolato Informativo (EIR)
Documento obbligatorio da allegare ai bandi, che stabilisce:
- Obiettivi informativi
- Standard di modellazione
- Livello di dettaglio (LOD)
- Formati (IFC) e software accettati
Cosa devono fare progettisti e imprese
1. Disporre di software BIM certificati
È essenziale utilizzare software in grado di:
- Esportare in formato IFC (openBIM)
- Integrare modelli interoperabili
- Operare in ambiente collaborativo (CDE)
2. Integrare figure professionali certificate
Anche se la norma non lo impone, è fortemente consigliata la presenza di:
- BIM Manager: supervisione strategica
- BIM Coordinator: coordinamento operativo
- BIM Specialist: modellazione tecnica
Le qualifiche devono essere conformi alla UNI 11337-7 o riconosciute da enti accreditati (es. ICMQ).
3. Produrre il BEP (Piano di Gestione Informativa)
In risposta al Capitolato Informativo, il BEP definisce:
- Modalità operative
- Tempi, ruoli, responsabilità
- Piani di consegna informativa (IDP)
Perché è importante adeguarsi subito
L’obbligo BIM 2025 non è solo un adempimento normativo, ma una condizione per restare competitivi nel mercato pubblico.
Rischi per chi non si adegua
Esclusione dalle gare pubbliche ≥ 2M€
Ritardi nell’aggiudicazione
Inammissibilità a fondi PNRR o europei
Marginalizzazione rispetto ai competitor digitalizzati
Benefici dell’adozione anticipata
- Accesso facilitato a gare innovative
- Migliore controllo su tempi, costi e varianti
- Riduzione dei contenziosi
- Migliore percezione da parte della PA
Fonti normative ufficiali
DM 560/2017 – Decreto Baratono
D.Lgs. 36/2023 – Codice dei Contratti Pubblici
D.Lgs. 209/2024 – Correttivo Appalti
UNI 11337 (1-7) – Normativa tecnica BIM
ISO 19650 – Gestione informativa nel ciclo di vita dell’opera
FAQ – Obbligo BIM 2025
- Quando entra in vigore l’obbligo BIM?
Dal 1° gennaio 2025, per lavori pubblici ≥ 2 milioni di euro. - La progettazione è inclusa?
Sì, l’obbligo riguarda sia lavori che progettazione collegata. - Serve un BIM Manager per forza?
Non è obbligatorio per legge, ma è fortemente raccomandato.
Le manutenzioni sono incluse?
Solo se l’opera è già oggetto di gestione informativa BIM.
