La progettazione edilizia contemporanea, in particolare nel settore pubblico, deve rispondere a requisiti sempre più stringenti in termini di sostenibilità ambientale, efficienza energetica e responsabilità ambientale.
In questo contesto, i CAM – Criteri Ambientali Minimi rappresentano parametri obbligatori per gli appalti pubblici e sempre più spesso sono adottati anche nei progetti privati come standard di qualità ambientale.
Il DM 23 giugno 2022, che ha aggiornato i CAM per l’edilizia, impone precise linee guida progettuali, prescrizioni tecniche e obiettivi ambientali, da integrare fin dalle fasi preliminari.
1. Cosa sono i CAM Edilizia?
I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono requisiti ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente per promuovere la sostenibilità degli acquisti della Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement – GPP).
In ambito edilizio, i CAM si applicano a:
- Nuove costruzioni.
- Ristrutturazioni importanti.
- Manutenzioni straordinarie di edifici pubblici.
Il documento normativo di riferimento è il DM 23 giugno 2022, pubblicato in G.U. n. 183 del 6 agosto 2022, che sostituisce il precedente DM 11 ottobre 2017.
2. Principi della sostenibilità ambientale CAM
Progettare secondo i CAM significa seguire un approccio integrato alla sostenibilità, con obiettivi misurabili in termini di:
- Efficienza energetica.
- Riduzione delle emissioni.
- Uso efficiente delle risorse naturali.
- Ciclo di vita dell’edificio (LCA).
- Gestione sostenibile dei rifiuti.
- Salubrità degli ambienti interni.
- Scelta di materiali a basso impatto ambientale.
3. CAM: Prescrizioni e Obblighi per il Progettista
Il progettista incaricato deve garantire il recepimento esplicito dei CAM nella progettazione, redazione dei capitolati e documentazione di gara. Le principali aree di intervento includono:
3.1 Analisi del ciclo di vita (LCA)
- Valutazione del ciclo di vita dei materiali e dei componenti edilizi.
- Obbligo di utilizzo di software certificati LCA (es. SimaPro, OneClick LCA).
- Impatto ambientale calcolato secondo le norme ISO 14040-44.
3.2 Scelta dei materiali
- Impiego di materiali con contenuto minimo di riciclato, certificato da EPD, ReMade in Italy o CAM-compliant.
- Esclusione di materiali contenenti sostanze pericolose (es. piombo, amianto, ftalati).
- Obbligo di dichiarazione ambientale di prodotto (EPD) ove richiesto.
3.3 Efficienza energetica e comfort
- Progettazione orientata al raggiungimento di prestazioni NZEB o superiori.
- Adozione di sistemi passivi per il riscaldamento/raffrescamento naturale.
- Verifica delle prestazioni termo-igrometriche secondo UNI EN ISO 13788.
3.4 Durabilità e manutenibilità
- Materiali e componenti edilizi con durata utile elevata.
- Progettazione che faciliti ispezionabilità, sostituibilità e manutenzione (manutenibilità CAM).
3.5 Cantiere sostenibile
- Gestione dei rifiuti da cantiere con obiettivo minimo del 70% in peso avviato al recupero.
- Misure per la riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico.
- Piano per il riutilizzo del suolo e delle terre da scavo.
3.6 Gestione delle acque e verde urbano
- Sistemi per il recupero delle acque meteoriche.
- Progettazione di aree verdi con specie autoctone a bassa manutenzione.
- Riduzione del consumo idrico tramite dispositivi a basso flusso.
4. Documentazione tecnica e verifica CAM
Durante le fasi di progettazione e gara, il progettista deve predisporre e allegare:
- Relazione CAM specifica per ciascun criterio.
- Capitolato tecnico ambientale con specifiche minime.
- Dichiarazioni ambientali dei prodotti.
- Check-list CAM per stazioni appaltanti e RUP.
- Piano di monitoraggio per la verifica dell’applicazione dei criteri in cantiere.
5. CAM e BIM: sinergie operative
L’adozione di strumenti BIM facilita l’integrazione dei requisiti CAM attraverso:
- Gestione centralizzata delle informazioni ambientali (es. materiali, LCA).
- Creazione di modelli informativi ambientali (env-BIM).
- Simulazioni energetiche e analisi del ciclo di vita integrabili nel modello.
Software come Revit, Archicad, Edificius, OneClick LCA e plugin dedicati permettono di associare dati CAM ai singoli componenti digitali.
6. CAM e appalti pubblici: responsabilità e adempimenti
Le stazioni appaltanti sono tenute a recepire integralmente i CAM nei documenti di gara, pena la nullità dell’appalto. Il RUP e il progettista devono:
- Verificare il rispetto dei requisiti minimi CAM.
- Includere i criteri nei criteri di aggiudicazione dell’offerta tecnica.
- Controllare in fase esecutiva l’effettiva conformità attraverso audit e relazioni periodiche.
La normativa impone l’obbligo anche ai progettisti esterni incaricati da PA, pena la non conformità dell’intervento.
7. Certificazioni ambientali e CAM
I CAM non sostituiscono le certificazioni ambientali, ma spesso coincidono con i requisiti richiesti da:
- LEED, BREEAM, ITACA: protocolli di valutazione della sostenibilità.
- ReMade in Italy: per materiali riciclati.
- EPD (Environmental Product Declaration): per prodotti da costruzione.
In fase progettuale, l’uso di materiali certificati semplifica la verifica di conformità CAM.
Conclusione
Progettare secondo i CAM significa adottare un approccio tecnico, sistemico e documentato alla sostenibilità ambientale.
Non si tratta di un adempimento burocratico, ma di una vera e propria metodologia progettuale orientata al ciclo di vita, alla riduzione degli impatti ambientali e alla qualità dell’opera nel lungo periodo.
L’integrazione dei CAM in fase progettuale è ormai obbligatoria per tutti gli appalti pubblici e rappresenta un’opportunità concreta per elevare gli standard qualitativi e ambientali del costruito.
