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ISO 19650 e CDE: Requisiti Obbligatori per il BIM negli Appalti Pubblici

L’adozione del Building Information Modeling (BIM) nella gestione degli appalti pubblici rappresenta un passaggio fondamentale per l’efficientamento, la trasparenza e la tracciabilità dei processi informativi nel settore delle costruzioni.
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023), la digitalizzazione degli appalti mediante l’uso del BIM diventa obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2025 per tutte le opere pubbliche. In questo contesto, la norma ISO 19650 e l’utilizzo di un Common Data Environment (CDE) rappresentano requisiti tecnici imprescindibili.

Questo approfondimento illustra in dettaglio:

  • Cosa prevede la ISO 19650.
  • Il ruolo e la struttura del CDE.
  • Le ricadute normative e operative nei contratti pubblici.
  • Come adeguare i processi e i documenti alle nuove disposizioni.

1. Il Quadro Normativo di Riferimento

1.1 Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023)

L’articolo 43 del Codice stabilisce che le stazioni appaltanti, a partire dal 2025, dovranno adottare metodi e strumenti elettronici specifici per la gestione informativa digitale, in particolare per:

  • progettazione,
  • verifica e validazione,
  • esecuzione,
  • direzione lavori e gestione delle opere.

Il ricorso a metodi e strumenti digitali, come il BIM, deve avvenire secondo modelli interoperabili aperti e secondo standard internazionali, fra cui ISO 19650.

1.2 Decreto Ministeriale 560/2017 e DM 312/2021

  • Il DM 560/2017 (c.d. Decreto BIM) ha introdotto una roadmap graduale per l’adozione obbligatoria del BIM.
  • Il DM 312/2021 ha aggiornato e semplificato le disposizioni, rendendo obbligatoria la definizione del Capitolato Informativo, l’individuazione di un Ambiente di Condivisione dei Dati (CDE) e la formazione specifica del personale tecnico.

2. ISO 19650: Gestione dell’informazione nel ciclo di vita delle opere

La serie ISO 19650 è lo standard internazionale di riferimento per la gestione dell’informazione nei processi di progettazione e costruzione collaborativa basata su BIM.
È composta da più parti, tra cui:

  • ISO 19650-1: Concetti e principi (base teorica).
  • ISO 19650-2: Fase di consegna (progettazione, costruzione).
  • ISO 19650-3: Fase di gestione (operation).
  • ISO 19650-5: Gestione della sicurezza delle informazioni.

Questi documenti definiscono il ciclo di vita delle informazioni e stabiliscono ruoli, responsabilità, metodi e strumenti per l’interoperabilità tra le parti coinvolte.

2.1 Concetti chiave introdotti dalla norma

  • Information Requirements (IR): requisiti informativi del committente.
  • Information Delivery Plan (IDP): piano di consegna delle informazioni.
  • BEP (BIM Execution Plan): piano esecutivo per la gestione operativa BIM.
  • MIDP (Master Information Delivery Plan): cronoprogramma completo della produzione informativa.
  • Task Information Delivery Plan (TIDP): piano di dettaglio a carico dei singoli attori.

3. Il CDE (Common Data Environment): Cos’è e come si struttura

3.1 Definizione

Il CDE, o Ambiente di Condivisione dei Dati, è lo spazio digitale strutturato in cui le informazioni vengono:

  • create (modellazione, documentazione),
  • verificate (controllo qualità e validazione),
  • approvate (revisione e firma),
  • distribuite (versioning, accesso controllato).

È un sistema che centralizza tutte le informazioni di progetto, riducendo il rischio di errore e migliorando la collaborazione tra le parti.

3.2 Requisiti funzionali del CDE (secondo ISO 19650)

Un CDE conforme alla ISO 19650 deve includere:

RequisitoDescrizione
Controllo dei permessiAccesso profilato in base al ruolo (es. author, checker, approver).
VersioningStorico delle revisioni con tracciabilità completa.
Workflow documentaleStato del documento: Work in Progress → Shared → Published → Archived.
Gestione dei metadatiClassificazione secondo attributi (data, disciplina, revisione, fase, ecc.).
InteroperabilitàSupporto a formati aperti (es. IFC, BCF, PDF/A, COBie).
Audit trailRegistrazione delle attività (log di sistema).

3.3 Livelli del CDE secondo ISO 19650

  • WIP (Work in Progress) – Ambiente di lavoro interno ai singoli team.
  • Shared – Area condivisa per il coordinamento interdisciplinare.
  • Published – Output validati e utilizzabili ai fini contrattuali.
  • Archive – Archiviazione permanente per audit e storico progetto.

4. Requisiti Obbligatori BIM negli Appalti Pubblici

Con l’introduzione dell’obbligo BIM, le stazioni appaltanti devono prevedere:

4.1 Capitolato Informativo (CI)

Documento fondamentale in cui il committente esplicita:

  • Requisiti informativi (AIR, PIR).
  • Standard, formati e classificazioni.
  • Modalità di consegna delle informazioni (IDP).
  • Specifiche sul CDE.
  • Criteri di valutazione delle offerte tecniche BIM.

4.2 Nomina dei ruoli chiave BIM

Secondo quanto previsto da UNI 11337-7 e ISO 19650:

  • BIM Manager – Coordinamento generale e strategico.
  • BIM Coordinator – Gestione operativa e verifica modelli.
  • CDE Manager / Information Manager – Gestione del CDE e flussi informativi.

4.3 Formazione del personale tecnico

Le stazioni appaltanti devono dotarsi di personale formato secondo le linee guida della norma UNI/PdR 78:2020, oppure avvalersi di consulenti esterni qualificati.


5. Come Adeguarsi: Implementazione Pratica

5.1 A livello di committenza pubblica

  1. Definire una strategia di digitalizzazione coerente con le norme ISO e UNI.
  2. Acquisire o configurare un CDE certificato o conforme alla ISO 19650.
  3. Redigere il Capitolato Informativo per ogni procedura di gara.
  4. Formare o selezionare risorse BIM interne o in outsourcing.
  5. Monitorare i processi con strumenti di controllo e audit digitale.

5.2 A livello di operatori economici

  1. Rispondere al CI con un BIM Execution Plan (BEP) strutturato (pre e post-assegnazione).
  2. Adeguare i software e gli standard interni a quelli richiesti.
  3. Utilizzare un CDE interoperabile e garantire la tracciabilità.
  4. Adottare un sistema di gestione informativa (IMS) interno conforme alla ISO 19650-2.
  5. Gestire le consegne informatiche (deliverables) secondo il cronoprogramma MIDP.

Conclusioni

L’introduzione della norma ISO 19650 e l’adozione di un CDE strutturato non rappresentano solo una formalità tecnica, ma sono il fondamento per una gestione trasparente, efficiente e tracciabile dei progetti pubblici in ambito BIM.

L’adeguamento a tali requisiti non può essere improvvisato: richiede pianificazione, competenze e strumenti adeguati. Le stazioni appaltanti che si dotano di una infrastruttura informativa conforme alla ISO 19650 possono beneficiare di una maggiore qualità progettuale, riduzione degli errori e ottimizzazione dei costi lungo l’intero ciclo di vita dell’opera.